Alla Fiera della Toma di Condove: Il Ritratto Segreto di Silvio Spray

 Condove, 12 ottobre 2025

C’è un momento, in ogni viaggio, in cui il caso diventa destino. Alla Fiera della Toma, nel cuore della Valsusa, ho scoperto non solo un formaggio straordinario, ma anche un ritratto che racconta più di mille parole: quello di Silvio, un artista errante con l’anima colorata di nebbia e montagna.

L’aria della Valsusa profuma d’autunno: foglie rosse che danzano nel vento, nebbia che accarezza le montagne, e un coro di voci che si mescola al tintinnio dei bicchieri e al crepitio delle castagne arrosto. È la 35ª edizione della Fiera della Toma, l’evento che ogni anno trasforma il borgo di Condove in un’epica celebrazione del formaggio più amato delle Alpi piemontesi. Oltre 150 espositori: bancarelle di Toma fresca, erbe di montagna, salumi, artigianato, e quella convivialità autentica che rende unico il Piemonte rurale. Io, armato di curiosità e di un uovo sodo „rubato” a una bancarella colpa della fame da trekking mattutino, mi aggiro tra la folla senza sapere che quel giorno avrei portato a casa non solo un sapore, ma un frammento d’arte viva.

E poi, eccolo lì: Silvio.
Un’apparizione da film indie, con i capelli bianchi come la neve di fine stagione e lo sguardo di chi ha visto troppi tramonti valsusini. È accampato in un angolo della fiera, circondato da tele grezze e bombolette spray, come un alchimista del colore. Non è un pittore qualunque: è un artista di strada, un nomade dell’acrilico, capace di catturare l’essenza del momento con gesti rapidi e visioni istintive. Davanti a me, “Grande Silvio” — come l’ho soprannominato nei miei appunti mentali — sta dipingendo un volto che sembra il mio. O forse no. Un ritratto che emerge dal caos di gialli ocra e arancioni infuocati, con una torre slanciata sullo sfondo (la Mole Antonelliana? Un ponte nella nebbia?) e una luna piena che osserva silenziosa, come un simbolo dell’anima errante di chi cammina tra le bancarelle e i profumi lattici.

Non gli dico nulla.
Né un “Buongiorno”, né un complimento improvvisato.
Lo osservo e lo filmo di nascosto, il cuore che batte come un tamburo folk. Il mio Redmi Note 14 Pro+ 5G — con la sua fotocamera da 200 MP e l’AI che promette miracoli - immortala le sue mani nodose, la bomboletta che impugna come una bacchetta magica, e quel kimono psichedelico che sventola al vento. Silvio non sa che sto documentando il suo genio spontaneo. E io ho già deciso: quel quadro sarà mio. Non voglio interrompere l’incantesimo, lascio che l’opera nasca tra schizzi di verde smeraldo e lampi dorati, mentre intorno la fiera pulsa di vita - famiglie che assaggiano Toma stagionata, artigiani che intagliano legno, fisarmoniche che invitano al ballo.

Quando il quadro è finito, mi avvicino. I prezzi sono modesti: 10 euro per i piccoli, 15 per i grandi. Ma per quel capolavoro tiro fuori 20 — non per generosità, ma per rispetto. Davanti a tanta autenticità, mercanteggiare sarebbe un peccato. Da quel momento, Silvio non è più un artista di strada: è un complice, un frammento vivente della mia collezione di storie alpine.

Qualche settimana dopo, rovistando nel mio vecchio hard disk, scopro una cosa incredibile: Silvio era già apparso nella mia vita.
Nel 2009, poi nel 2013, durante un’altra fiera torinese, sotto un tendone improvvisato con il logo Vodafone sullo sfondo. Più giovane, ma con lo stesso fuoco negli occhi, reggeva un quadro-cascata: blu profondi e schizzi bianchi che sembravano inghiottire il mondo. Intorno, una folla curiosa e distratta — ma lui, fermo, nel suo universo di colore. Quelle vecchie foto mi fanno capire che la sua arte non è cambiata: è cresciuta, si è trasformata, ma conserva la stessa anima selvaggia della Valsusa.

Oggi, quel ritratto appeso nel mio salotto fa pendant perfetto con un tagliere di Toma e un bicchiere di Barbera. È il mio ricordo più sincero di Condove: un invito a fermarsi, ad ascoltare, a collezionare momenti invece di oggetti.

La Fiera della Toma non è solo formaggio: è un incontro tra persone, colori e destini.
Grazie, Silvio.
E grazie, Condove, per avermi regalato questo segreto dorato.

Se l’anno prossimo passerete da queste parti, fermatevi allo stand di Silvio.
E se lo vedrete dipingere… filmatelo di nascosto.
Potrebbe essere il vostro prossimo frammento d’eternità.

Giorgio Roth

@gr.7c7z7

Grande Silvio dipinge il mio quadro, alla Fiera della toma - Comune di Condove - 12 ottobre 2025

♬ sunet original - Giorgio Roth


12 ottobre 2025

Data scatto: 2013-06-16 18:40:22

Data scatto: 2009-04-05 17:49:29

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